L’occasione di Enasarco: cambiare tutto

L’occasione di Enasarco: cambiare tutto

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Le aliquote si possono abbassare, e di molto“. Per Antonello Marzolla, segretario generale Usarci, le prossime elezioni di aprile per il rinnovo dei vertici di Enasarco rappresentano l’occasione per proseguire sulla strada dei cambiamenti. “Una strada – precisa Marzolla – che è già stata avviata. Con il passaggio da pubblico a privato è migliorata la gestione del patrimonio immobiliare, è migliorata la gestione finanziaria, ed anche quella del personale. È sufficiente ciò che è stato fatto? Assolutamente no. Bisogna proseguire, passo dopo passo. Si deve cambiare la rotta, ma, ma non si può farlo in un giorno”. Anche perché gli interventi devono essere stabiliti in accordo con i ministeri del Tesoro e del Lavoro ed i tempi ministeriali sono sempre eccessivamente lunghi.

“Ma non va dimenticato – avverte il segretario Usarci – che il cambiamento dell’Enasarco va inserito nel problema generale della previdenza in Italia. La popolazione invecchia, l’ingresso nel mondo del lavoro avviene troppo tardi. La nostra categoria ha perso 100mila agenti in 15 anni ed ora il calo si è attestato intorno ai 4mila agenti di commercio all’anno: è indispensabile invertire la tendenza per mantenere un corretto rapporto tra lavoratori attivi e pensionati.
A questo va aggiunto che la categoria è composta prevalentemente da uomini e le separazioni ed i divorzi incidono poiché le nuove compagne, generalmente più giovani, comportano maggiori erogazioni per le pensioni di reversibilità.

Dunque occorre cambiare, ma come? “Innanzitutto .- spiega Marzolla – incentivando i giovani affinché si dedichino a questo lavoro. Che è tutt’altro che in crisi.
Un sondaggio che abbiamo condotto come Usarci ha evidenziato che la netta maggioranza degli agenti ha aumentato o almeno mantenuto i livelli di fatturato nell’ultimo anno. Però non basta, non possiamo limitarci ad osservare questi dati con soddisfazione senza far nulla. Per questo possiamo intervenire a livello strutturale, partendo proprio dalle aliquote. Dobbiamo intervenire sulla contribuzione di chi ha dei massimali limitati, abbassando le aliquote ma calcolandole sull’intero reddito. Così, tra l’altro, si risolve anche il problema dei monomandatari”. Ma il segretario dell’Usarci pensa anche ad interventi strutturali sull’economia italiana, attraverso investimenti sul territorio nazionale che siano utili per il rilancio del Paese. “È miope – assicura – investire magari nelle multinazionali americane del commercio elettronico che, nell’immediato, possono assicurare una redditività interessante ma che, nel medio periodo, danneggiano irrimediabilmente il tessuto commerciale italiano, finendo per penalizzare proprio la categoria degli agenti di commercio”.

Serve, però, anche un profondo cambiamento interno. “La trasparenza è importante – sottolinea Marzolla – ma non basta più. Deve essere accompagnata dalla comunicazione efficace e continua con la categoria. Occorre spiegare cosa si fa e perché lo si fa. Il nostro settore ha bisogno di una manutenzione costante, le regole degli Anni 60 non funzionano più.
Qualcuno si crogiola davanti alle cifre, consistenti, del patrimonio Enasarco e confonde il patrimonio con solidità e previdenza, dimenticando la sostenibilità del sistema nel suo complesso.
Nascono equivoci ed illusioni perché manca una adeguata informazione, un rapporto costante con gli agenti”.

Articolo di Augusto Grandi

Fonte: Economy Mag

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